STRAGE DI SREBRENICA
Ci sono notizie che squarciano il velo sul preteso massacro di musulmani a Srebrenica per il quale Mladich è processato dal Tribunale Internazionale.
II capo della polizia bosniaca locale, Hakija Mcholjic già nel 1998 asseriva che Clinton aveva suggerito al leader dei musulmani Izethegovic di "fabbricare" un massacro a Srebrenica per giustificare poi un intervento militare NATO.
Prima del massacro attribuito ai serbi, 3000 civili serbi furono massacrati a Bratunac, vicino a Srebrenica.
Da uno stenogramma - ora ritrovato - di una riunione della Presidenza musulmana di Sarajevo risulta che, prima dell' intervento serbo a Srebrenica, pur essendo la città stata dichiarata zona protetta, erano presenti 3000 soldati musulmani armati.
A Srebrenica i serbi fucilarono un centinaio di militari come rappresaglia della strage di Bratunac.
Circa il genocidio, si può considerarlo tale se si massacrano indiscriminatamente donne e bambini, mentre migliaia di soldati uccisi in battaglia, neppure un massacro, può considerarsi un genocidio.
In una inchiesta del professore universitario americano Edoardo Herman il mito del massacro di Srebrenica fu creato da Clinton e Izethegovic, come già affermato dal capo della polizia Meholjie. Lo stesso è stato scritto dal ricercatore svizzero Alexander Dorin nel libro "Srebrenica. Lo storia del razzisno da salotto" dopo un’altra indagine.
Nel Luglio 1995 circa 2000 musulmani persero la vita, ma non nella città , ma in battaglia contro l'esercito serbo che stava avanzando verso Tuzla.
Dopo questo fatto i generali dì Clinton scatenarono l’operazione croata "Tempesta" per eliminare i serbi delle Krajne e dell' ovest della Bosnia Erzegovina.
In un dossier redatto da Philip Corwin, responsabile Onu, ancora da Edoardo Herman e dal professore di diritto canadese della Università di Toronto Michael Mandel, ci si domanda perché i soldati bosniaci avevano abbandonato le loro donne, i loro bambini e tanti loro compagni feriti alla mercè dei serbi.
E' scritto nello stesso dossier che i serbi,dopo la caduta di Srebrenica, caricarono donne e bambini musulmani sui pulman garantendone la vita.
Il reporter canadese Bill Schiler descrisse un incontro col comandante musulmano Naser Oric nel quale lo stesso esibì film di case serbe incendiate, di cadaveri, di civili serbi in fuga, vantandosi di aver ucciso un centinaio di civili serbi a Srebrenica.
Sempre Oric organizzò l'attacco della vicina area di Bratunac, incendiando una sessantina di villaggi serbi, uccidendo 3000 serbi, vecchi donne e bambini.
Tornando a Srebrenica dalla città sparava con mortai alle forze serbe, per provocare un contratacco e poi accusare i serbi di aggressione, alle forze dell’Onu.
Queste erano rappresentate nella zona da un battaglione olandese che non intervenne mai per impedirlo, il comportamento olandese, contrario al rispetto delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, fu altro motivo dell' attacco serbo a Srebrenica.
I cadaveri riesumati dopo i fatti di Srebrenica furono 1883, tra cui una sola donna, quasi tutti caduti in combattimento.
Tra questi anche militari serbi (individuabili per la presenza di una croce al collo). Molti potevano essere morti in altre battaglie nella guerra civile dal 1992 al 1995.
Circa la favola che i serbi avrebbero caricato migliaia di cadaveri su camion frigoriferi questa risulta tale. Non è stata trovata nessuna testimonianza nè foto dei droni geostazionari e dei satelliti statunitensi che compivano otto passaggi al giorno sulla zona delle operazioni.
Risulta infine che un anno dopo il genocidio 1500 musulmani massacrati a Srebrenica hanno votato alle elezioni di Sarajevo del 1996.
(Fonte: Dragan Mraovic)